ASYLUM – USA 2008, di David R. Ellis con Sarah Roemer, Travis Van Winkle, Mark Rolston, Andrea Powell, Aaron Blomberg
Pare che i cimiteri indiani non siano più a buon mercato come una volta. Per fortuna esistono ancora moltissimi ex-ospedali psichiatrici diretti da un dottore pazzo e sadico, ristrutturabili a basso prezzo, per poterci costruire sopra chessò, un bel campus universitario, con tanto di tavolo professionale da texas hold'em, tv al plasma e palestra (dotata di vetri anti sfondamento, chissà perchè). sarà forse un caso che in questo campus nessuno va mai a lezione? Tutto sommato le matricole, appena giunte nell'università, fanno bene a divertirsi finchè possono, dato che il fantasma (molto corporeo a dire il vero) del direttore del manicomio giungerà molto presto da loro, animato da buoni propositi: aiutarli a risolvere i propri problemi personali, ma un po' brusco nel metterli in pratica, ovvero grazie a due punteruoli da lobotomia che vanno in genere infilati negli occhi. A scatenare la sindrome da crocerossina del simpatico fantasma è una curiosa coincidenza: i nuovi studenti presentano una varietà di disturbi della personalità notevolissima: si va dalla protagonista che ha visto suicidarsi il padre e il fratello, all'ex-obeso ora palestrato, al nerd genio ma tormentato, poi abbiamo una che aveva il fidanzato violento, un ex-tossicodipendente, un'altra ragazza autolesionista....insomma, pane per i denti del dottor Burke, che si mette subito al lavoro di buona lena per “curarli”…
Ecco, io a un film così non so proprio che giudizio dare. Perché tecnicamente vale due stelle, realizzato in modo sufficientemente professionale da non essere un abominio, ma si attesta comunque su livelli molto bassi; (una particolare nota di demerito per il direttore della fotografia, che decide di illuminare con uno splendido neon giallino tutte le scene in cui appare il sanguinario psichiatra) la banalità della trama, dei personaggi e dei loro rapporti è estrema. Però bisogna anche ammettere che nel complesso è abbastanza divertente, il villain è azzeccatissimo (memorabile la scena in cui si strappa il camice mostrandoci un fisico un po’ appesantito ma ancora tonico per essere morto da decenni, con tanto di piercing, catene sadomaso e capezzoli turgidi) e gli scannamenti piuttosto gustosi. Inoltre sono non si sa come riusciti ad azzeccare un paio di dialoghi, su tutti l’ex-ciccione alle prese con la visione dell’odiata madre. Per finire, c’è pure una scena in cui l’antipatica protagonista ci mostra le tettine e le chiappette.
Insomma, è una stupidata, ma non annoia e diverte abbastanza. Per una serata d’estate senza impegno, si può guardare: non me la sento di stroncarlo.
IL GIUDIZIO DEL CRITICO ***

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