lunedì 15 giugno 2009

KEN IL GUERRIERO - LA LEGGENDA DI RAOUL


KEN IL GUERRIERO - LA LEGGENDA DI RAOUL - Shin Kyuseishu Densetsu Hokuto no Ken - Raō Den II Gekitō no Shō, Giappone 2007, di Toshiki Hirano, scritto da Buronson e Tetsuo Hara

Che bello, poter scrivere di Kenshiro nel 2009.
Non mi sarei mai immaginato, quando alcuni anni fa venivo a conoscenza del progetto di riportare in vita il guerriero di Hokuto, che questi prodotti sarebbero arrivati anche nelle nostre sale cinematografiche. Sono felice di essere stato smentito; evidentemente, e questo non può non farmi piacere, la popolarità di questo personaggio continua ad essere grande nel nostro paese, nonostante le generazioni cambino e la serie animata non abbia una replica televisiva ormai da diversi anni.
Il primo film, La leggenda di Hokuto, uscì (in Italia) nel luglio 2008 ottenendo quasi inaspettatamente un buon risultato, sia di pubblico che di critica: incredibile a dirsi, pure la maggior parte dei critici nostrani ne parlò sui media generalisti con cognizione di causa, spesso cogliendone anche il messaggio. Il secondo capitolo, La leggenda di Julia, è uscito solo in DVD, ma niente paura: anche in Giappone è stato così, faceva parte del progetto. La leggenda di Raoul è dunque la terza di cinque parti: seguiranno quelle di Toki (in DVD) e, infine, Kenshiro stesso.
Interessante l'idea che sta alla base di questa serie di film: ripresentare gli eventi principali della prima serie televisiva con il punto di vista di vari personaggi, mettendoli quindi in una luce differente e svelando alcuni retroscena inediti. In particolare, questo film dedicato a Raoul ripercorre le vicende a partire dalle cinque forze di Nanto fino alla fine della prima serie: chiaramente sono stati fatti dei tagli (le cinque forze sono diventate in pratica tre: non c'è traccia di Huey ma soprattutto di Juza) ma ciò che rimane è ugualmente interessante.
Interessante per gli estimatori della serie, sia chiaro: dubito che uno spettatore che non conosce il manga o l'anime possa apprezzare più di tanto. Ma del resto, è agli appassionati che si rivolgono gli autori, ed ecco quindi apparire numerosi i riferimenti a personaggi e situazioni più o meno accessibili solo agli esperti, dall'isola degli Shura a Orca Rossa, passando per il generale Barga che non si era mai visto nell'anime, ma solo negli ultimi capitoli del manga; fa il suo ritorno anche Reina, il personaggio creato appositamente per questa nuova serie di film. Sarà lei la madre del figlio di Raoul? speriamo che prima della fine ci verrà svelato questo mistero...
E così, tra tizi con la cresta che esplodono allegramente in una fontana di sangue e omaccioni assurdamente muscolosi che si sciolgono continuamente in lacrime, la tragedia si consuma, con i medesimi pregi e difetti che questa saga ha sempre avuto, primo fra tutti un eccesso di melodramma che sfiora a volte il ridicolo: ma è giusto che sia così.
La realizzazione tecnica è di buon livello, ottimi il character design (nel quale è coinvolto anche Tsukasa Hojo per i personaggi femminili) estremamente fedele al tratto originale di Tetsuo Hara, e i disegni, un po' scarna e ridotta al minimo l'animazione, ma del resto questo è un problema comune a tutte le produzioni giapponesi di oggi (con l'eccezione delle opere dello Studio Ghibli, Otomo o Satoshi Kon, ma si parla di budget ben superiori): l'animazione costa molto più di una volta, infatti da questo punto di vista il vecchio film degli anni 80 era decisamente superiore!
E' inevitabile, credo, che il mio giudizio per un film di questo tipo non possa essere oggettivo: per chiuque non sia cresciuto disegnandosi le sette stelle di Hokuto sul petto con la biro e urlando "uatà" dava credito a voci di corridoio che parlavano di terze, quarte, settime (!) inesistenti serie che venivano trasmesse solo nella terra del sol levante, non vale più di due stelline.
Ma io, come mi pare sia chiaro, faccio parte di quella categoria...
IL GIUDIZIO DEL CRITICO ****

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