
SHAKMA - MORIRE PER GIOCO - Shakma, USA 1990, di Tom Logan e Hugh Parks con Christopher Atkins, Amanda Wyss, Ari Meyers, Roddy McDowall, Rob Edward Morris, Tre Laughlin
Il professor Sorensen è un uomo molto impegnato: di giorno si dedica con passione a bislacchi esperimenti sugli animali - nel caso, prendere quello che definisce "l'animale più aggressivo del mondo", ovvero un babbuino di nome Shakma, e iniettargli nel cervello una sostanza atta ad amplificare detta aggressività rendendolo di conseguenza incazzatissimo - e di notte si chiude nell'università deserta con i suoi studenti più dotati (mi immagino come debbano essere gli altri) immergendosi in una specie di gioco di ruolo dal vivo in pieno stile anni 80, con tanto di porte chiuse, enigmi, pergamene, walkie talkie e tutti i crismi del caso, il tutto monitorato da un possente Commodore 64.
Il loro gioco, del quale peraltro è assolutamente impossibile capire funzionamento e regole, ma sembrano tutti divertirsi tantissimo, viene però trasformato in un incubo da una presenza mortifera che si aggira per l'edificio urlando e sbattendosi contro le porte: si tratta ovviamente di Shakma, che, sopravvissuta non si sa come a un'iniezione che avrebbe dovuto mandarla all'altro mondo, si abbandona a un'orgia di sangue.
Una delle caratteristiche tipiche dei film horror/slasher e sottogeneri vari, specialmente quelli con un budget di soldi e di idee molto limitati come in questo caso, è l'incredibile stupidità che guida le azioni dei protagonisti, che in pratica vengono sterminati esclusivamente a causa della loro incapacità di compiere semplicissime azioni che li salverebbero, a riprova delle teorie del professor Darwin.
Ho spesso pensato che si tratti almeno in alcuni casi di una scelta consapevole degli sceneggiatori, con lo scopo di far sentire lo spettatore intelligente di fronte a simili manifestazioni di idiozia e non farlo riflettere sul fatto che lo stupido è lui che sta buttando via del tempo della sua vita per vedere dei pessimi film. Se questa mia ipotesi possa essere vera o meno, ancora non saprei dire: sono sicuro però di un fatto, che i personaggi di questo Shakma sono probabilmente i più imbecilli che mi sia mai capitato di vedere sullo schermo. Si aggirano per i corridoi come dei dementi senza uno scopo, rinunciano a sfondare una porta dietro la quale c'è la salvezza dopo una spallata patetica degna di Stephen Hawkins, non sono in grado di spaccare una finestra per fuggire, l'idea di chiudersi in uno sgabuzzino per qualche ora fino all'arrivo di tutti gli altri studenti e professori non li sfiora nemmeno. A parte una specie di colpo di genio nel finale, è tutto un correre inseguiti dal letale cercopiteco e tener chiuse le porte urlando mentre la belva ci si avventa contro urlando ancora più forte.
E' ovvio che personaggi del genere meritano la fine orrenda che faranno, e in questo senso lo spettatore viene abbastanza soddisfatto. Per il resto non è che ci sia molto da dire, il film è interamente girato in un paio di corridoi, i vari aspetti tecnici si attestano su livelli di scarsezza abbastanza notevole, e gli attori recitano come delle scimmie, molto di più dello stesso Shakma, interpretato da un certo Typhoon, babbuino accreditato nei titoli di coda già attivo nel cinema in parecchie altre pellicole; infatti è senza dubbio il migliore del cast.
Un film sostanzialmente noioso, da due stellette, senz'altro. Però il carisma di Shakma è grande, il look anni 80 scorre potente nel DVD (sarà un caso che la qualità dell'immagine è degno di una videocassetta?)...
Non posso resistere, hai vinto, Shakma.
IL GIUDIZIO DEL CRITICO *

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