lunedì 4 maggio 2009

Botched

BOTCHED - PAURA E DELIRIO A MOSCA - Botched, Irlanda/Germania/GB/USA 2007, di Kit Ryan con Stephen Dorff, Jaimie Murray, David Heap, Alan Smyth

Sorvoliamo sul solito sottotitolo italiano attira-gonzi: ovviamente questo film (conosciuto anche come 13) non ha nulla a che vedere con il quasi omonimo trip di Terry Gilliam. Però su una cosa ci ha azzeccato, in effetti il delirio non manca affatto in questa curiosa coproduzione irlandese- tedesca- angloamericana.
Ci troviamo ad assistere alle peripezie di Ritchie, ladro professionista che penetra in un grattacielo di Mosca insieme a due bizzarri complici russi, allo scopo di rubare una preziosa e antica croce. Costretti a prendere degli ostaggi, i tre criminali si trovano bloccati al tredicesimo piano, apparentemente deserto, ma in realtà usato dai padroni del palazzo per i loro giochi: trattasi infatti dei discendenti di Ivan il terribile (non quello di Fantozzi, purtroppo), dediti a riti sanguinari. Per nostra fortuna una storia stupida come questa viene trattata nel modo giusto, ovvero con abbondanti dosi di comicità splatter. Le atmosfere brit ricordano un po’ il Guy Ritchie di The snatch o Lock & Stock, mentre nelle scene a base di sangue e frattaglie il riferimento è come al solito, il sempiterno Sam Raimi; e il trucco riesce: invece di annoiarsi, lo spettatore si affezionerà a un gruppo di personaggi ben riusciti, tra i quali spicca la figura di un attempato reduce da chissà quante guerre che si autodefinisce “il maschio alfa” ed è protagonista di alcune delle migliori gag della pellicola. Caso strano per un prodotto di questo genere, anche i cosiddetti cattivi sono efficaci e divertenti, la reincarnazione di Ivan – una specie di vichingo che uccide le sue vittime esibendosi in leggiadri balletti e allestisce trappole mortali a base di disco music – è stupida quanto buffa. E’ un peccato che questi indubbi pregi non vadano di pari passo con una scrittura un minimo più attenta: senza qualche passaggio a vuoto di troppo, specialmente nella parte iniziale e nel finale veramente un po’ troppo buttato là, L’esordiente alla regia Kit Ryan poteva tirare fuori da questo Botched un piccolo gioiello, invece dell’onesto filmetto adatto a una serata con gli amici che invece è.Non che sia poco, ad ogni modo, specialmente di questi tempi. Come di consueto gli adattatori italiani hanno cercato di rovinarlo con un doppiaggio ignobile, per cui, se potete, recuperatelo in lingua originale. IL GIUDIZIO DEL CRITICO ***

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