DRAGONBALL EVOLUTION - USA 2009, di James Wong con Justin Chatwin, Joon Park, Jamie Chung, Emmy Rossum, James Marsters, Chow Yun-FatEsistono dei film che, nonostante disponibilità finanziarie quasi inesistenti, riescono a venire alla luce. A volte sono dei piccoli capolavori che lanceranno la carriera di un autore di talento. Molto più spesso si tratta invece di veri aborti cinematografici, e questo per una semplice ragione: le persone prive di talento sono spesso molto più tenaci e fortunate di quelle che ce l'hanno. Questi filmacci di cui parlo a volte riescono inspiegabilmente a varcare i confini nazionali e finire nelle sale o nelle videoteche di tutto il mondo, e quando ti arrivano in mano e la loro tremenda pochezza scorre sullo schermo del televisore al ritmo di 24 fotogrammi al secondo, non si può non provare in fondo al cuore un po' di affetto per l'inetto che ha lottato con le unghie e con i denti contro ogni buon senso ed è riuscito a portare nel tuo lettore DVD scene in cui si passa dal giorno alla notte e viceversa nel breve spazio di campo e controcampo, dove gli attori recitano come dei babbuini svogliati, dove il concetto di "logica" non ha ancora trovato albergo. Ecco, io a questi film non posso fare altro che volere bene, come mi pare di aver già dimostrato.
Se opere del genere si possono apprezzare per l'umorismo involontario di cui spesso traboccano, e data l'aria dilettantesca con cui tutto è stato realizzato, gli si perdona il fallimento sotto qualunque profilo tecnico o artistico, non si può assolutamente essere teneri nei confronti di una produzione da 100 milioni di dollari.
Dragonball evolution riesce nella difficilissima impresa di non azzeccare assolutamente nulla. Se ci pensate, non sono molti i film (ma questo discorso potrebbe essere esteso molte altre cose) nei quali neanche uno degli elementi di cui sono composti è non dico "buono" o "discreto" ma nemmeno corretto. L'unico altro "capolavoro" che mi sento di accostare a Dragonball evolution - e a cui in effetti assomiglia da diversi punti di vista - è Street fighter, quello con Van Damme: mi pare che la cosa si spieghi da sè.
Dragonball e Street fighter hanno in comune la stessa mancanza di rispetto per i personaggi e l' opera originale da cui sono tratti. E ne approfitto per precisare che a me del manga e dell'anime di Akira Toriyama non me ne frega assolutamente nulla, anzi, li ho sempre cordialmente detestati... Ma qui siamo oltre ogni limite della decenza: la storia va avanti a salti senza la minima connessione logica tra una scena e l'altra, e le singole scene annegano in un mare di banalità sconcertante. I personaggi sono delle ridicole macchiette per i quali è impossibile provare empatia (chissà quanti soldi avranno dato a Chow Yun Fat per prendere parte a questa roba), ogni singolo elemento del film trasuda una superficialità e cialtroneria veramente incredibile. Vogliamo parlare dei costumi che non sarebbero credibili in una festa di carnevale delle elementari? del design degli oggetti di scena e delle scenografie, dove le strade di una città futuristica sono invase da Matiz, Ka e vecchie Seat Ibiza, che evidentemente gli autori considerano auto fantascientifiche? Parliamo degli effetti speciali, mediamente mal fatti e in alcune scene imbarazzanti? Dei vergognosi plagi di scene intere da altri film? (una dal Signore degli Anelli clamorosa, ma fosse la sola) Dei combattimenti, lentissimi e finti come i capelli di Berlusconi? Della fotografia satura di infiniti layer di photoshop, dell'orribile colonna sonora....no, basta, mi fermo qui.
L'aspetto drammatico di tutto questo è che il risultato finale non causa risate nello spettatore, come fanno The curse of the maya o Weasels rip my flesh, nella loro ingenuità un po' naif. No, qui l'unica reazione che si può provare di fronte a tale scempio è solo l'irritazione che nasce quando ci si sente presi per il culo. Ah ecco, ho trovato un altro film dello stesso livello (anche se fatto con un decimo del budget): Dungeons & Dragons. Ma Dragonball è più brutto. Complimenti vivissimi...
IL GIUDIZIO DEL CRITICO **

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