giovedì 14 maggio 2009

Star Trek

STAR TREK - USA 2009, di J.J. Abrams con Chris Pine, Zachary Quinto, Eric Bana, Winona Ryder, Leonard Nimoy, Simon Pegg

Le nostre sale cinematografiche sono letteralmente invase da trilogie, quadrilogie, serie infinite di film che cambieranno il cinema, che "quest'anno" (ci avete fatto caso? praticamente tutti i trailer al giorno d'oggi iniziano con questa frase) sconvolgeranno le nostre povere menti, e così via. Va da sè che più roboanti sembrano le promesse, più deludente è in genere il risultato, e difficilmente si riesce a vedere un blockbuster veramente degno di tale nome, che svolge quello che dovrebbe essere il suo compito primario: divertire il pubblico. Qualche eccezione, fortunatamente, ancora c'è. Questa undicesima pellicola dedicata a uno dei franchise più longevi e sfruttati degli ultimi quarant'anni, però, è davvero un evento cinematografico di una certa importanza, dato che stiamo parlando di una serie che ha veramente fatto la storia del cinema e della televisione, ma anche e soprattutto della cultura pop del ventesimo secolo.
La scelta dei realizzatori è stata quasi obbligata: per far ripartire il serial, ormai appesantito dalla continuity di non meno di ventotto stagioni televisive senza contare i film e il cartone animato, è necessario rispolverare i suoi personaggi più amati e iconici, e mostrarci come tutto iniziò; ancora di più, grazie a uno stratagemma della trama, in pratica questo film si svolge in una sorta di continuity alternativa a quella originale (e qui già i fan storceranno il naso....lo ammetto: io l'ho storto).
Vedremo così un giovane James T. Kirk alle prese con l'accademia della flotta stellare, fare la conoscenza di Spock nella circostanza del famoso test della Kobayashimaru (e qui i fan sorrideranno...lo ammetto, io ho sorriso), e via di seguito l'introduzione di tutti i componenti del celebre equipaggio, anche se va detto che il film è talmente incentrato su Spock e Kirk da lasciare molto sullo sfondo tutti gli altri, ed è un peccato, Bones e Scotty avrebbero meritato un po' di spazio in più. Ma la storia scivola via piuttosto liscia, classica vicenda a base di romulani vendicativi, mondi distrutti e via dicendo. Nel complesso, mi è parsa una sceneggiatura adeguata, con qualche forzatura ma abbastanza nella tradizione Trek.
Lo spettacolo, nelle due ore di pellicola, non manca affatto. Dopo un eccellente prologo che ci scaraventa nel mezzo dell'azione, scopriamo che il regista ha deciso di tenere tiratissimo il ritmo per tutta la durata del film, e tutto sommato la scelta è vincente: gli effetti speciali della Industrial light and magic sono ottimi come in generale lo è tutto l'aspetto visivo del film, che riesce a riprendere l'aspetto classico di navi, plance, uniformi rendendolo attuale e credibile senza mancare di rispetto al design originale. La colonna sonora di Michael Giacchino (che io considero il miglior compositore di colonne sonore attualmente, quella de Gli incredibili è semplicemente fantastica) è di ottimo livello, misurata e non invasiva: peccato che si sia deciso di relegare i temi musicali classici della serie TV solo nei titoli di coda. Ma l'elemento tecnico che senza dubbio brilla su tutti gli altri è il sound design. In una sala adeguatamente attrezzata, è veramente una gioia per le orecchie, davvero perfetto.
Pare che abbiamo di fronte un capolavoro, dunque. Beh, non lo so. E' difficile dare un giudizio allo Star Trek di JJ Abrams, già padre di Lost e Cloverfield. Senz'altro è un prodotto tecnicamente ineccepibile, e il pubblico vergine di Star Trek apprezzerà (cosa che in effetti sta avvenendo, anche se da noi la gente affolla le sale per vedere quella porcata di San valentino di sangue in 3D). Pare che i trekkers più radicali stiano insorgendo, e posso capire il perchè. Il punto è che manca completamente la forza morale e lo spessore di un Picard: se dovessi scegliere un termine per definire l'universo trek sarebbe etico: il dilemma delle scelte difficili è sempre stato il fulcro delle storie, mentre qui si è scelto di prendere una via più semplice, spettacolare e fracassona. Del resto, mala tempora currunt...
Insomma, non è Star Trek. E' qualcosa che gli assomiglia parecchio, diciamo, ed è un ottimo blockbuster di fantascienza. Togliamoci per un momento le magliette con scritto "Worst episode ever" e le orecchie a punta, e godiamocelo.
IL GIUDIZIO DEL CRITICO ****

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