mercoledì 25 marzo 2009

The Wrestler

THE WRESTLER - USA 2008, di Darren Aronofsky con Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Mark Margolis, Todd Barry

Attendevo con ansia questo the wrestler, vincitore all'ultimo festival di Venezia, e devo dire che è esattamente come me lo aspettavo. Nel bene e nel male.
Il film narra la vicenda di Randy "the Ram" Robinson, un attempato lottatore che, dopo i fasti degli anni 80, vive gli ultimi giorni della sua carriera, tra palazzetti gremiti (?) da poche decine di persone, acciacchi, pochi soldi e una vita privata desolante. La figlia non vuole saperne di un padre che non si è mai curato di lei, e il suo unico rapporto è con una spogliarellista che, in un certo senso, sta vivendo qualcosa di simile; infatti non è più giovanissima e i clienti cominciano ad ignorarla...anche se trovatemela voi una 44enne con un fisico come quello di Marisa Tomei!
Come in una reazione a catena, tutti gli elementi che in qualche modo tenevano insieme la vita di Ram cominciano a sgretolarsi, e lui si troverà a dover fare delle scelte, forse per la prima volta nella sua vita...
La figura del looser è sempre andata forte al cinema. La mente corre subito al Rocky del primo splendido film, ma in realtà gli esempi potrebbero essere molteplici. Sul perchè, si potrebbe disquisire a lungo, probabilmente è una questione di identificazione in un personaggio che è un uomo qualunque, a cui la vita non ha mai regalato nulla, ma che con l'orgoglio e l'impegno può - per una volta, forse per poco - brillare, divenendo ciò che voleva. Storie edificanti, insomma, e anche parecchio furbette dato che dietro una facciata di realismo si nasconde un'illusione; come direbbe Morandi, "uno su mille ce la fa". Ma del resto, è il sogno americano.
E sarà forse una conseguenza del difficile momento che sta vivendo oggi l'America, ma Randy The Ram è uno dei 999 che non ce l'ha fatta. Perchè aveva il successo in mano, una volta producevano pupazzetti con le sue fattezze, addirittura era protagonista di un videogioco per il leggendario NES, ma tutto gli è scivolato tra le dita. Probabilmente gli è sempre mancata l'intelligenza per gestire la sua vita, e in effetti in un paio di scene il sospetto che il bestione abbia ben poco sale in zucca, è forte; ed è forse questo il pregio principale di questa pellicola. Non è stato il fato crudele e beffardo ad accanirsi sul nostro eroe con tragedie incredibili, ma è lui stesso l'artefice del suo declino. La macchina da presa lo segue sempre da vicino, a volte impietosamente, a volte in modo quasi ironico (penso alla sequenza in cui attraversa il magazzino in cui lavora, girata come se si trattasse del backstage prima di salire sul ring). In pratica non esiste una scena o una sottotrama che non sia in funzione del protagonista. Naturalmente un'operazione di questo tipo può funzionare solo con un grande attore in stato di grazia, e per fortuna Mickey Rourke interpreta il ruolo della vita (in tutti i sensi, dati i trascorsi personali dell'attore)in modo magistrale.
Mickey Rourke E' il film, non importa se la storia è tutto sommato piuttosto prevedibile, o poco convincente in alcuni passaggi (su tutti, il rapporto con la figlia sviluppato male). Non importa se ne abbiamo un po' le scatole piene del binomio telecamera a spalla + immagine sgranata che tanto funziona nei festival. Abbiamo un film asciutto, che riesce ad evitare il melodramma dove sarebbe bastato un commento musicale più calzato per strappare litri di lacrime agli spettatori.
Ma soprattutto, abbiamo un personaggio monumentale che rimarrà nei nostri cuori per molto tempo, un personaggio a cui non possiamo non voler bene, quando sale sul ring accompagnato da Sweet child o' mine....
IL GIUDIZIO DEL CRITICO ****
PS - gli amanti degli anni 80 troveranno un ulteriore motivo di amare questo film grazie alla colonna sonora a base di guns, bon jovi e compagnia bella, e una scena in cui questa musica viene osannata dai protagonisti che invece disprezzano quella di oggi, è da applausi...

4 commenti:

  1. Appunto, avrei preferito un pizzico di melodramma in più e meno "scene da festival", tipo i continui topless della Tomei (sarò forse ricchione?),l'inistere sullo squallore di tutto e il rapporto con la figlia, pure lesbica...

    Però la scena del NES vale il film...

    Il mio giudizio ***1/2

    ALDO

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  2. Volevo vederlo al cinema...
    aspettero' il DVD.

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  3. Sul fatto che sei ricchione non ci sono dubbi, e le tette e le chiappe della tomei avrebbero potuto mostrarle per 250 minuti e non me ne sarei stancato... ad ogni modo, viva il nes (e anche call of duty 4!!)

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  4. Mannaggia me lo sono perso al cinema...

    Ero già convinta di volerlo vedere, ma adesso ancora di più!

    Bravo Simo...ottimo questo blog!!!

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